Riapre dopo tre anni il Museo di Arte Islamica del Cairo

Il museo riaprirà domani, dopo che un’esplosione lo aveva gravemente danneggiato nel 2014

1
1001

Il Museo di Arte Islamica (MIA) a Bab El-Khalq, al centro del Cairo, è pronto a riaprire le sue porte ed accogliere i visitatori dopo i tre anni di chiusura necessari per la ricostruzione e il restauro degli ambienti, e dei reperti in esso contenuti, colpiti gravemente dall’esplosione di un’autobomba nel gennaio del 2014. Ufficialmente inaugurato mercoledì dal Presidente egiziano Abdel-Fattah El-Sisi, dal Primo Ministro Sherif Ismail e dal Ministro delle Antichità Khaled El-Enany in una cerimonia alla presenza di altri alti funzionari di stato, il museo accoglierà nella giornata di oggi la stampa così da consentire ai media di fotografare e mostrare al mondo il lavoro svolto in questi due anni e far conoscere le meraviglie che il museo custodisce. Da domani, invece, l’accesso sarà possibile al pubblico che fino a sabato 28 gennaio potrà usufruire dell’ingresso gratuito.

Trascurato dalla massa dei turisti che affollano il Museo Egizio di piazza Tahrir, il MIA è uno splendido edificio in stile neo-islamico di due piani, forse uno dei più rappresentativi de Il Cairo Islamico, costruito alla fine dell’Ottocento dall’architetto italiano Alfonso Manescalo, dove al primo piano (unico piano espositivo aperto al pubblico) sono esposti pezzi di singolare bellezza risalenti all’arte decorativa medievale recuperati dalle case, moschee e palazzi del Cairo islamico su iniziativa del kedivè Tawfiq. L’esposizione si poi arricchita nel tempo con pezzi provenienti da tutto il mondo. Il museo possiede straordinarie collezioni di rari manufatti in legno e gesso, nonché reperti tessili, di metallo, ceramica, vetro e cristallo impreziositi da raffinate decorazioni floreali, geometriche ed epigrafiche, tutto rigorosamente appartenente all’era islamica. Tra i meravigliosi oggetti che si possono ammirare all’interno di questo museo ci sono le grandi mashrabiyya, ossia le particolari tende realizzate con migliaia di singoli pezzetti di legno che sono ancora visibili in molti palazzi antichi e che servivano a riparare le stanze dal sole facendo entrare una leggera brezza, e inoltre permettevano alle donne di casa di osservare cosa accadeva fuori senza essere viste. Un totale di 4.400 manufatti di inestimabile valore, parte di una collezione che vanta ben 102.000 reperti, disposti in 25 gallerie distribuite in due grandi ali: una dedicata al Cairo, alla sua storia e alla sua architettura, l’altra, invece, dedicata all’arte islamica sviluppatasi fuori dall’Egitto, con incredibili reperti provenienti, tra gli altri, dall’Iran e dalla Spagna.

Museo di Arte Islamica, Cairo (ph. www.goppion.com)

Con l’esplosione erano rimasti danneggiati 179 pezzi, 169 dei quali sono stati completamente restaurati, mentre i restanti 10, per la maggior parte in vetro, sono purtroppo risultati irreparabili. Tra i più importanti reperti perduti c’erano un raro vaso Ayyubid decorato e un piatto Omayyad in porcellana. I reperti danneggiati nell’esplosione, ed ora restaurati, sono stati reinseriti nei vari percorsi espositivi contraddistinti da un’etichetta d’oro posta accanto a loro.

Questo restauro forzato è stata l’occasione per modificare alcuni degli ambienti e parte del percorso espositivo; sono state aggiunte anche tre nuove sale nelle quali sarà possibile ammirare una collezione di monete e armi, manoscritti islamici e un’altra sala metterà in mostra la vita quotidiana degli egiziani durante tutta l’età islamica, compresi gli strumenti di vita quotidiana nonché giocattoli per bambini.

L’esplosione del 2014, avvenuta all’esterno dell’edificio, non aveva solo danneggiato vetrine e manufatti, ma aveva causato gravissimi danni all’intera struttura del MIA, distruggendo la facciata del palazzo, diverse colonne e coinvolgendo anche l’edificio adiacente che è sede della Biblioteca e degli Archivi Nazionali. Dopo un anno dall’attentato il Cairo ha ricevuto aiuti internazionali per ripristinare il museo, un’operazione che ha visto la collaborazione di esperti egiziani e provenienti da Italia, Germania e Stati Uniti. Dagli Emirati Arabi è arrivata una sovvenzione di 50 milioni di EGP; l’UNESCO ha donato $ 100.000 per il restauro dei laboratori del museo. Anche l’Italia è stata protagonista del restauro di quello che è considerato uno dei maggiori musei di arte islamica nel mondo: il governo italiano ha infatti contribuito evolvendo €. 800.000 per l’acquisto di nuove vetrine e corsi di formazione per i curatori del museo. L’American Research Centre del Cairo, in collaborazione con il governo svizzero, ha contribuito con 1 milione di lire egiziane al ripristino della facciata del museo; mentre lo Smithsonian’s National Museum of Natural History in Washington DC, così come i Metropolitan Museums di New York, Germania e Austria hanno offerto corsi di formazione per curatori e restauratori del MIA.

Museo di Arte Islamica, Cairo (ph. www.goppion.com)

L’inaugurazione del MIA, afferma il Ministro delle Antichità El-Enany, incarna la vittoria dell’Egitto sul terrorismo, rappresenta la sua capacità e la volontà di riparare ciò che il terrorismo danneggia e combattere i tentativi terroristici che mirano alla distruzione del suo patrimonio.

Museo di Arte Islamica, Cairo (ph. www.goppion.com)
  • Ahmed Al-Agroudy

    Molto bene , grazie