Scoperti ad Eliopoli un colosso di Ramesse II e un busto di Seti II

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Il busto della statua di Ramses II sommerso dalle acque (ph. Luxor Times)

La missione archeologica tedesco-egiziana che sta lavorando a Matariya, la vecchia Eliopoli, l’antica Iunu (o come traslitterato Iwnw), ha portato alla luce due statue ramessidi nell’area di Souq al-Khamis. Le statue, scoperte in un pozzo sommerso da una falda acquifera ad un metro di profondità, sono state trovate in frammenti nelle vicinanze del tempio voluto da Ramesse II. Una statua, scolpita in pietra calcarea, rappresenta Seti II. Il frammento corrisponde alla parte superiore della scultura, misura 80 centimetri di altezza e presenta i tratti del viso davvero delicati. Nella parte dorsale sono evidenti delle iscrizioni parzialmente leggibili, mentre sulla spalla destra è inciso il cartiglio che racchiude il suo nome. L’altra statua è in quarzite e a giudicare dalle proporzioni dei frammenti ritrovati dovrebbe essere un colosso di circa 8 metri (base compresa) probabilmente dedicato alla figura di Ramesse II. I frammenti scoperti finora non presentano iscrizioni, quindi resta difficile identificare con esattezza quale sovrano rappresentasse, ma considerando che il colosso è stato riportato alla luce proprio di fronte all’ingresso del tempio del figlio di Seti I potrebbe suggerire l’appartenenza al grande faraone della XIX dinastia.

Frammento della statua di Seti II (ph. Luxor Times)

Purtroppo, il tempio di Iunu è stato gravemente danneggiato durante il periodo greco-romano: la maggior parte dei suoi obelischi e dei suoi colossi sono stati trasportati ad Alessandria o trasferiti in Europa, inoltre, durante l’epoca islamica, i blocchi del tempio sono stati utilizzati per la costruzione del centro storico del Cairo. Iunu, la capitale del XIII nomo del Basso Egitto, inglobata ora in un sobborgo del Cairo, era una delle più importanti località legate al culto solare (da cui deriva poi il nome greco Eliopoli, città del sole). Originariamente dedicata ad Atum, il dio del sole calante e considerato successivamente una forma di Ra, qui vennero adorati anche Benu, Horo l’antico e Khepri. Un altro culto importante fu quello del toro Mnevis, altra incarnazione del dio sole Ra. E’ proprio per il ruolo che ricoprì il sito dal 2900 a.C. fino al suo definitivo declinio, avvenuto dopo la fondazione di Alessandria nel 332 a.C., che il Dott. Aymen Ashmawy, capo della squadra egiziana che lavora per il Ministero delle Antichità, definisce questa scoperta “molto importante”, perché dimostra che il tempio del sole di Iunu non era solo magnifico con i suoi obelischi, le sue incisioni e la sua struttura, ma era anche enorme. Il Dott. Dietrich Raue, che dirige il team tedesco dell’Università di Lipsia, riferisce che la missione di scavo sta lavorando duramente per rimuovere le statue appena scoperte e che la squadra si sta adoperando attivamente per la ricerca di altre statue, frammenti e manufatti.

Nella giornata di ieri si è recato nell’area di scavo anche il ministro delle Antichità, il Dott. Khaled El-Enany, il quale ha assistito al recupero delle due statue reali della XIX dinastia scoperte in questi giorni. Con l’occasione ha anche annunciato che il colosso attribuito a Ramesse II verrà trasportato per il restauro al Grand Egyptian Museum del Cairo dove sarà esposto in occasione della prossima parziale apertura del nuovo museo stimata per i primi mesi del 2018. Nel frattempo, i manufatti recentemente scoperti saranno ben presto i protagonisti di una mostra temporanea presso il Museo Egizio di piazza Tahrir.

 

Source: Ministry of Antiquities