Il Demotico Meroitico

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Uno dei misteri più inestricabili nel campo della linguistica è la decifrazione delle scritture meroitiche. Ancora oggi queste scritture risultano   decifrate soltanto in minima parte. Il motivo risiede nel fatto che la lingua non sembra avere collegamenti in maniera esauriente, direi convincente, con nessun’altra lingua. Gli studiosi hanno avanzato una serie di teorie in proposito ma le stesse col tempo hanno finito per essere sempre oggetto di contestazione. Così oggi l’enigma continua e forse non si arriverà mai ad una idonea conclusione.  Il meroitico era in uso all’incirca dal III a. C. al III sec. della nostra era ed era parlato nell’Alta Nubia (attuale regione del Sudan del Nord) e forse qualcuno azzarda che fosse utilizzato soltanto da alcune cerchie di persone. Il presente scritto comunque non intende affrontare   la dialettica connessa alle origini della lingua. Esiste nel merito una copiosissima letteratura del pro e del contra.

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Mario Menichetti

Mario Menichetti napoletano di nascita, eugubino d’adozione, ha esercitato la professione di dottore commercialista con studio in Roma. L’interesse per lo studio e ricerche inerenti la lingua e le scritture egiziane antiche, ed in genere per le lingue dell’antico oriente, maturò sin dagli anni settanta, quando si recò per la prima volta in Egitto. Ha tenuto numerose conferenze sull’argomento, anche presso scuole, per cercare di inculcare interesse e passione per quei strani segni. Innumerevoli sono i lavori di traduzione aventi per oggetto antichi testi, tra i più significativi l’opera omnia di tutte le scritture aventi per oggetto la regina Hatschepsut, la Pietra di Shabaka, il capitolo CXXV del libro dei Morti ecc. Merita infine rammentare alcune ricerche svolte finalizzate all’interpretazione delle scritture meroitiche. Non si definisce assolutamente egittologo ma semplice e serio cultore, per diletto, delle antiche scritture sviluppatesi per circa tre millenni all’ombra delle Piramidi.