

Quadro 4
Si possono rilevare alcune piccole difformità rispetto al quadro 1 dovute al fatto che trattasi di
iscrizione arcaica. La maggiore di rilievo è il segno sulle linee 4 e 5 che figura in luogo di
(t). Sulla base di quanto riportato nei quadri 2 e 3 la traslitterazione, da me adottata in caratteri
minuscoli, è:
1) w3šỉ
2)
°
š3r
c
y
5) rk
c
lỉ
c
rỉk
c
l3
°
t
6) ml3
c
l
ḫn
°
7) tml3l
10
Quadro 5
Interpretazione della prima linea:
il primo segno
trasl. w, ha valore fonetico w (a) – cfr. il quadro 3;
il secondo
trasl. 3, ha val. fon. /o/ secondo Hintze, /w/ secondo Rowan;
il terzo
trasl.
š
, ha val. fon.
/
s(a)
/
Hintze,
/
s(e)
/
Rowan;
11
infine l’ultimo segno della prima linea
trasl.
ỉ
va letto
i
(quadro 1)
12
Questa parola, sulla base di quanto anzi indicato può in linea di massima leggersi Wisi / Uisi.
Appare senza ombra di dubbio in proposito, sulla base anche della iconografia evidenziata nel
reperto, che il lemma in questione esprime il significato della dea Iside.
Seconda linea e inizio della terza:
il primo segno è l’interpunzone che separa le due parole, segue poi il segno
°
che ha valore
fonetico di /a/, quindi in progressione
š
=
s
,
3
=
o
(Rowan
u
),
r
=
r
(a),
c
=
e
(Rowan
Ә
),
y
=
y
(a),
infine nella terza linea
ỉ
=
i.
La lettura in grandi linee è
asoreyi
e, sempre in base alle considerazioni indicate in precedenza, si
può affermare con sufficiente certezza che la parola sta per Osiride. Quindi le prime due linee in
pratica esprimono una invocazione alle divinità Iside e Osiride. Si rammenta che questo reperto è
una tavola di offerte rinvenuta nel cimitero occidentale di Meroë.
Nella terza linea, dopo l’interpunzone, in virtù dell’iter liturgico del tempo, con ogni probabilità
appare il nome della persona defunta che, con tutte le riserve ed approssimazioni del caso, dovrebbe
corrispondere a
Tedaqaeneqo
. Poiché le ultime due lettere esprimono il valore fonetico di
qo
(Rowan
qu
), si sa con sufficiente certezza che indicano la parola “nobile”, la linea andrebbe letta “il